Capitolo 2

Apro la porta ed entro a piccoli passi, mentre inizio a pregare mentalmente.
Spero che alla fine di questa “bella” chiacchierata ci sia davvero una sorpresa per me.
«Ciao papà. » dico mentre osservo mio padre seduto nella sua scrivania.
Ho sempre avuto paura di questo studio, nonostante abbia una vista mozzafiato.
Probabilmente perché da piccola era l’unico posto a cui non avevo accesso, oltre ad una camera al secondo piano.
L’ho sempre definita “la camera proibita” mi sono sempre chiesta cosa nascondesse; qualche volta ho anche provato a rubare le chiavi per aprirla, peccato che dopo alcuni tentativi e vari rimproveri ci sia un codice segreto.
Come sempre resto incantata dalla vista che ho davanti: l’immenso oceano, è un po’ come avere l’universo ai propri piedi.
«Siediti per favore, dobbiamo parlare. » dice seriamente.
Inizio a sudare freddo, fisso mio padre intimorita dal suo sguardo.
«Papà, prima che tu possa iniziare a sgridarmi, vorrei ricordarti che sono maggiorenne.»
Mi guarda con l’aria di un leone che ha intenzione di sbranarmi viva, ho voglia di ridere ma so che così facendo peggiorerei la mia situazione.
«A me non sembra dopo la bravata di ieri sera.
Potevi avvisare prima di uscire, tua madre ed io eravamo ansia. »
Faccio un lungo sospiro. Devo calmarmi prima che finisca come tutte le volte, lui che mi sgrida ed io che sbatto la porta uscendo dalla stanza.
L’ultima volta che ho reagito così mi ha tagliato i fondi per un mese, in modo che potesse controllarmi.
Sapete cosa avevo fatto? Ero andata in vacanza insieme a Violet, ovviamente senza dire nulla.
Non so come abbia fatto, ma in meno di un giorno si è presentato Taylor alla porta dell’albergo e purtroppo la nostra vacanza è finita.
Amo davvero mio padre, mi ha sempre protetto.
Ma spesso, con i suoi modi protettivi, ha causato tanti problemi a me e soprattutto ai miei “amici”, se così posso chiamarli.
A volte, essere una delle figlie del più grande imprenditore di Seattle mi ha creato molti problemi.
La gente crede che io sia una di quelle figlie di papà viziate, be’, si sbagliano di grosso.
Sarò anche viziata, ma il maniaco del controllo qui presente è stato sempre in agguato; forse in alcuni momenti avrei voluto essere una delle tante ragazze.
«Sono uscita con Violet a prendere un cocktail, cosa avrei fatto di male? » esclamo, scrollandomi di dosso i miei pensieri.
«Solamente uno? »
«Va bene, forse ho bevuto più di un cocktail.» Ammetto.
« Prima di uscire potevi avvisare, ti avrebbe accompagnata Taylor. » dice alterandosi un po’.
«Perché non capisci che sono grande abbastanza da poter uscire senza chiedere il permesso di nessuno? » «Forse perché ieri sera hai messo in pericolo la tua vita. »
Ho bevuto solo qualche cocktail di troppo, alla mia età penso sia anche normale.
Dimenticavo che grazie a “Occhi Verdi” ho bevuto un cocktail in meno.
Devo ammettere che quel gran figo non era niente male, sarei tentata di tornare in quel posto… forse potrei incontrarlo un’altra volta.
Devo togliermi dalla testa questi pensieri ma, per quanti sforzi faccia, non riesco a smettere di pensare al suo sguardo accusatorio, al suo corpo muscoloso e… a quegli occhi.
Scuoto la testa. Che cavolo sto facendo? Devo parlare con il maniaco del controllo che ho davanti a me, non posso distrarmi.
Mi osserva, temo che a breve perderà la pazienza, sospira e inizia a battere le dita sul tavolo.
Non è un buon segno. Sta per accadere qualcosa, me lo sento.
Chiamatelo intuito femminile.
«Ascolta, per la tua sicurezza e per la mia sanità mentale, ho deciso che da questo momento avrai una guardia del corpo. » dice tutto d’un fiato.
Mi alzo dalla sedia e inizio a fare il giro della stanza.
È uno scherzo vero? ho come la sensazione che a breve esploderò.
«Stai scherzando vero? Che cazz… che cosa ti salta i mente? » Accenna un sorriso.
Vorrei tanto sapere cos’ha da ridere! Odio le sue manie di controllo, si sbaglia se crede che avrò una guardia del corpo attaccata al collo ventiquattro ore su ventiquattro.
Non ho bisogno di un cane da guardia, so badare a me stessa.
«Papà, per favore, dimmi che è uno scherzo. »
«Figlia mia sei identica a tua madre, anche lei spesso mi faceva perdere il …»
Si blocca per qualche istante, perso tra i suoi pensieri; devo ammettere che spesso io e mia madre ragioniamo allo stesso modo.
Vogliamo essere indipendenti e soprattutto amiamo la libertà di scegliere ciò che giusto o sbagliato.
Perché è così difficile farlo capire a mio padre?
«Volevo dire il controllo. » dice scuotendo la testa.
«Siediti Phoebe, per favore. » Sbuffo e mi risiedo in attesa di sapere chi è il fortunato che guadagnerà milioni di dollari per sorvegliarmi.
Dovrò portami il “cane da guardia” anche nell’appartamento che divido con Violet.
Ho un lampo di genio. Sorrido in modo impertinente guadando mio padre.
Di certo non gli renderò il compito facile, nemmeno alla mia nuova guardia del corpo, scommetto che avrà almeno cinquant’anni.
Figuriamoci se mio padre sceglie una guardia del corpo giovane, potrebbe essere anche una donna pensandoci.
«E dimmi, dove dormirà il tuo… come dire…tirapiedi? » chiedo perplessa.
Mi fissa in modo serio, si alza e guarda dalla finestra davanti a sé, ammirando la meravigliosa vista sul mare, sembra nervoso.
«Non ti arrabbiare Phoebe, ma ho fatto costruire una dependance in giardino.»
Che cosa ha fatto? Adesso sta veramente esagerando.
Ha fatto costruire una dependance nel mio giardino senza chiedermi il permesso?
«Tu sei veramente esasperante! »
Urlo. Adesso esplodo davvero, i buoni propositi di star calma sono evaporati proprio in questo istante.
«Come ti sei permesso? Prima assumi una guardia del corpo senza chiedere la mia opinione e poi, come se nulla fosse, fai costruire una dependance nel mio giardino! »
«Lo faccio per la tua sicurezza! » dice.
«La mia sicurezza? Per te è così difficile capire che non sono più una bambina?»
«Sei la mia bambina ed io voglio proteggerti.» si volta verso di me e mi fissa.
Lo guardo con aria di sfida e per un interminabile momento restiamo in silenzio a scrutarci.
Se crede che sia la prima a parlare si sbaglia di grosso.
Mia madre stamattina mi aveva annunciato una sorpresa, questa sera mi sentirà.
Anzi, pensandoci bene, è meglio che vada a fare le valigie.
«Non voglio conoscere nessuno. Vado a fare le valigie. » dico alzandomi.
«Siediti o ti taglio nuovamente i fondi, sai bene che sono capace di farlo.» Sbuffo e mi siedo, anche se sento il bisogno di urlare.
«Bene. » Prende in mano il telefono per chiamare Taylor.
«Taylor fai entrare il signor Jake.» Jake, bel nome! Chissà quanti anni avrà, sono davvero curiosa adesso.
Si apre la porta alle mie spalle, avverto un inconfondibile profumo muschiato, lo stesso che ho sentito un paio di ore fa, ma per il momento non ho intenzione di voltarmi.
«Buongiorno signor Grey» dice.
Il mio cuore si ferma. No, non può essere lui…
«Accomodati » dice mio padre.
«Grazie signor Grey»
La sua voce, il suo profumo, deve essere frutto della mia immaginazione: lui non è qui. E se invece fosse lui? Come uscirò da questo enorme pasticcio? Tengo gli occhi fissi su mio padre; non voglio voltarmi, perché quando lo farò, rivedrò di nuovo quegli occhi.
«Ti presento mia figlia Phoebe» dice indicandomi.
Purtroppo non ho scelta, mi volto verso il ragazzo alla mia destra e mi trovo davanti la conferma a tutti i miei sospetti. “Occhi Verdi”, è davvero lui.
Mi sorride ed io reprimo a stento la voglia di prenderlo a schiaffi per lo scherzetto di ieri sera.
Be’, forse è lui che dovrebbe prendere a schiaffi me!
Ho perso le staffe, mettetevi nei miei panni, uno sconosciuto vi obbliga a smettere di bere e poi vi ordina di prendere un Taxi.
Resto ferma, paralizzata da quei occhi, e noto che stranamente mi porge la mano fingendo di non conoscermi. “Sta scherzando?”
«E’ un vero piacere conoscerla signorina Phoebe.»

Tutti i diritti Riservati. Vietata la copia parziale o integrale del contenuto senza citarne la fonte!

Mi trovi anche su WATTPAD

http://

Our Score
Our Reader Score
[Total: 9 Average: 3.2]

7 thoughts on “Capitolo 2

  1. Ciao!!!questa fan fiction mi sembra veramente scritta bene e mooooolto intrigante!!
    Sono stata indirizzata su questo sito da un consiglio di un altro blog dedicato alle 50 sfumature e sono davvero contenta di iniziare a leggere una storia con phoebe come protagonista, un pó cocciuta e con un bel caratterino!!!continua così stella mary!!

  2. Mi piace, lo stile è fluido e non vedo l’ora di scoprire cosa succederà.

Comments are closed.