Foto dal set + Estratto Cinquanta sfumature di nero

Carissime sfumature,

continuano le riprese! E noi del “Nel mondo di 50 sfumature” abbiamo raccolto alcune foto per voi, in più vogliamo ricordare “50 Sfumature di Nero” con un piccolo estratto.

Della serie: #per non dimenticare

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∞♥∞

I suoi occhi sono grandi e luminosi quando mi guarda
ancora.
«Ana, credimi. Quando mi hai lasciato dopo che ti ho
punito, la mia visione del mondo è cambiata. Non stavo
scherzando quando ho detto che avrei evitato di sentirmi in
quel modo un’altra volta.» Mi guarda con una dolorosa
supplica. «Quando hai detto di amarmi, è stata una
rivelazione. Non me l’aveva mai detto nessuno prima, ed è
stato come se io avessi messo una pietra sopra a tutto, o
forse come se tu avessi messo una pietra sopra a tutto,
non lo so. Il dottor Flynn e io ne stiamo ancora discutendo.»
“Oh.” Per un istante la speranza si allarga nel mio cuore.
Forse staremo bene. Voglio che stiamo bene. “Non è
così?” «Che cosa significa tutto questo?» sussurro.
«Significa che non ho bisogno di quelle cose. Non
adesso.»
“Che cosa?” «Come fai a saperlo? Come fai a esserne
così sicuro?»
«Lo so e basta. Il pensiero di farti male… in qualsiasi
modo reale… è aberrante per me.»
«Non capisco. E che ne è delle regole? Delle
sculacciate e di tutte le perversioni sessuali?»
Fa scorrere una mano tra i capelli e sembra sul punto di
sorridere, poi invece sospira mestamente. «Parlo di tutta la
merda più pesante, Anastasia. Dovresti vedere cosa
posso fare con un bastone o con un flagellatore.»
La mia bocca si spalanca, stupefatta. «Meglio di no.»
«Lo so. Se tu volessi fare quelle cose, allora andrebbe
bene… Ma non vuoi e io lo accetto. Posso non fare tutte
quelle stronzate con te, se non vuoi. Te l’ho già detto una
volta, hai tutto il potere. E ora, da quando sei tornata, non
sento più quell’impulso.»
Lo fisso a bocca aperta per un attimo cercando di
assorbire tutto questo. «Quando ci siamo incontrati, era
quello che volevi, giusto?»
«Sì, indubbiamente.»
«Come può il tuo impulso sparire e basta, Christian,
come se io fossi una panacea, e tu fossi, diciamo così,
guarito? Non riesco ad afferrarlo.»
Lui sospira ancora una volta. «Non direi guarito… Non
mi credi?»
«È solo che lo trovo… incredibile. Il che è diverso.»
«Se tu non mi avessi lasciato, probabilmente non mi
sentirei così. Il tuo allontanarti da me è stata la cosa
migliore che tu abbia mai fatto… Per noi. Mi ha fatto capire
quanto ti volessi. Solo te. E quando dico che ti vorrei in tutti
i modi possibili, lo intendo davvero.»
Lo guardo. Posso credere a questo? Mi fa male la testa
solo a pensarci, e dentro, nel profondo, mi sento…
svuotata.
«Sei ancora qui. Pensavo che, a questo punto, te ne
saresti già andata» sussurra.
«Perché? Perché potrei pensare che sei uno
psicopatico che fustiga e si scopa le donne che
assomigliano a sua madre? Che cosa ti ha dato
quest’impressione?» sibilo.
Lui sbianca di fronte alle mie parole dure.
«Be’, non l’avrei messa proprio in questi termini, ma…
sì» dice. I suoi occhi sono grandi e feriti.
La sua espressione è pensierosa e rimpiango il mio
sfogo. Aggrotto le sopracciglia, sentendomi pungere dalla
colpa.
“Oh, che cosa farò?” Lo guardo e mi sembra contrito,
sincero… Sembra il solito Christian.
E mi viene in mente la fotografia nella sua camera da
ragazzo, e in questo istante capisco perché quella donna
mi sembrasse così familiare. Assomigliava a lui. Doveva
essere la madre biologica.
Ricordo il modo in cui l’ha liquidata: “Nessuno di
importante…”. È lei la responsabile di tutto questo… E io
le assomiglio…
Lui mi fissa, gli occhi freddi, e so che sta aspettando la
mia prossima mossa. Mi sembra sincero. Ha detto di
amarmi, ma io sono davvero confusa.
È tutto un tale casino. Mi ha rassicurato riguardo a Leila,
ma ora sono più che mai certa di sapere come lei era
capace di eccitarlo. Il pensiero è spiacevole e
sconfortante.
«Christian, sono esausta. Possiamo discuterne domani?
Voglio andare a letto.»
Lui mi guarda e sbatte le palpebre, sorpreso. «Non te ne
vai?»
«Vuoi che me ne vada?»
«No! Pensavo che te ne saresti andata, quando avessi
saputo.»
Il pensiero di tutte le volte in cui lui ha accennato al fatto
che me ne sarei andata una volta che avessi conosciuto i
suoi più oscuri segreti mi saetta nella mente… E ora li
conosco. “Merda. Il Padrone è oscuro.”
Dovrei andarmene? Fisso quest’uomo folle che amo. Sì,
amo.
Posso lasciarlo? L’ho fatto una volta, e il dolore ha quasi
devastato me… e lui. Io lo amo. Lo so, nonostante questa
rivelazione.
«Non lasciarmi» sussurra.
«Oh, devo gridarlo forte: no! Non me ne andrò!» urlo ed
è catartico. Ecco, l’ho detto. Non me ne andrò.
«Davvero?» Sgrana gli occhi.
«Cosa devo fare per farti capire che non scapperò?
Cosa posso dire?»
Lui mi guarda, rivelandomi ancora la sua paura e la sua
angoscia. Deglutisce. «Una cosa che puoi fare c’è.»
«Cosa?» chiedo.
«Sposami» sussurra.

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