Le sfumature di Phoebe Grey (Fan-Fiction) Capitolo 3

Ho voglia di tirargli un cazzotto in quel bel faccino che si ritrova.
«Il piacere è tutto mio signor Jake»
Povera me! Osservo Jake come uno stoccafisso, iniziamo con il piede giusto.
Perché con tutti gli uomini che c’erano intorno a mio padre, ha scelto proprio lui? E un complotto contro di me.
Volevo tornare ancora al pub, sognavo di rivederlo e invece lo trovo qui a pochi passi da me.
Non puoi farcela Phoebe, implora la mia voce interiore.
«Bene ragazzi, mi spiace, ma ho tanto lavoro da fare, come ben sapete sono un amministratore delegato»
«Papà prima posso parlarti in privato? >
«Certo piccola, ma ho solo un paio di minuti.»
Guardo Jake e con voce tremante pronuncio.
«A dopo Jake»
«A dopo signorina Phoebe»
Esce dallo studio ma prima che possa chiudersi la porta alle spalle osservo il suo culo, quei pantaloni gli stanno da Dio devo ammetterlo.
Credo di avere la bava alla bocca.
Bene papà ,non sai in che guai mi hai appena messo.
Quell’uomo mi manda il cervello in palla, e non solo quello.
«Papà ti chiedo solo un favore, accetto Jake solo perché non mi hai dato altra scelta, ma sia ben chiaro non lo voglio 24 su 24 al mio servizio. Ci siamo spiegati? Sono senza fiato mentre alzo lo sguardo su mio padre.
«Va bene Phoebe, già è tanto che non urli o mi sbatti la porta in faccia. Vieni qui regalami un abbraccio»
Ed io non posso far altro che andare verso di lui e stringerlo, forse alcune volte si comporta in modo esagerato ma lui è il mio grande eroe.
L’uomo che mi ha stretta a sé quando avevo la febbre, l’uomo che mi cullava tutte le volte che piangevo, l’uomo che suonava una bellissima ninna nanna ogni volta che non riuscivo a dormire.
Slegandoci dall’abbraccio mi posa un bacio in fronte.
«Sii gentile con la tua nuova guardia del corpo. Jake è un bravo ragazzo.»
«Ok papà, farò del mio meglio> Per non buttarmi tra le sue braccia penso nella mia mente.
«Ho deciso di partire adesso, devo prepararmi per il prossimo esame»
Dico una bugia a mio padre, in realtà ho voglia di stare un po’ tranquilla per quanto possa essere possibile, dopo gli ultimi avvenimenti.
«Almeno rimani per cena, poi andrai a casa, ti accompagnerà Jake.»
Sbuffo, guardo mio padre con aria di sfida.
«Dovrà seguirmi in macchina, non ho intenzione di farmi portare a casa come una bambina»
Mio padre mi tratterrà mai come una donna di 21 anni?
«Fai come ti dico, almeno ogni tanto. Jake è pagato per proteggerti, e poi abita accanto a casa tua» dice rivolgendomi uno sguardo serio.
Certo, mio padre e le sue manie di protezione. Ha fatto costruire una dépendance nel terreno adiacente alla mia casa. Meglio che non ci penso o rischio di esplodere.
«Ok, hai vinto tu» affermo avviandomi verso la porta.
«Ci vediamo a cena, caro mr. Grey» saluto mio padre con aria ironica.
«Davvero divertente Phoebe»
Cammino fuori dallo studio sbruffando, non posso farcela, i suoi occhi mi incantano.
Non riesco a smettere di pensare a ieri sera, alla sua intraprendenza.
Cammino a testa bassa, mentre i pensieri continuano ad affollare la mia mente.
Senza rendermene conto sbatto contro qualcosa o dovrei dire qualcuno.
Due braccia forti mi tengono stretta, il suo profumo inconfondibile mi fa capire che è Jake.
«Dovresti stare più attenta» afferma, il suo fiato solletica il mio orecchio.
Un brivido corre lungo la mia schiena, non riesco a muovermi.
«Potresti cercare di non starmi così attaccato?»
Si stacca lentamente da me, continuando a tenermi stretta, sento un tale calore sprigionare dal mio corpo, vado completamente a fuoco.
«Scusa se te lo dico, ma sei tu che mi sei finita addosso» il suo sguardo mi ammalia.
«Anzi, secondo me non vedevi proprio l’ora»
Questo è pazzo, adesso sono io che vado addosso a lui?
«Stai scherzando vero?» sono ancora stretta a lui, il mio sguardo si posa sulle sue labbra.
Come vorrei sentire il suo sapore, ho una voglia matta di mordergli il labbro.
Restiamo a fissarci, persi ognuno nei nostri sguardi.
«Bene Phoebe, è il caso che io ti lasci andare»
No! Ti prego, resta attaccato a me ancora un altro po’.
Si separa da me lentamente, poi fa un passo indietro senza staccare i nostri occhi.
«La prossima volta stai attenta dove metti i piedi» pronuncia prima di allontanarsi a grandi passi verso la porta d’ingresso.
Era arrabbiato o cosa? Quell’uomo mi farà friggere il cervello.
Salgo le scale ed entro in camera, afferro il cellulare e chiamo l’unica persona capace di comprendere i miei stati d’animo. La mia migliore amica. La mia Violet.
Al terzo squillo risponde.
«Pronto Phoebe, che succede? Tuo padre ti ha tagliato i viveri?»
«Ehm no, per fortuna, solo che adesso ho un grosso problema.»
Un problema che devo risolvere, prima di mettermi in guai seri.
«Non puoi uscire di casa per un mese? Ti ha tolto la macchina? Parla, mi stai seriamente preoccupando.»
«No, niente di tutto ciò, ho solo una nuova guardia del corpo» dico tutto d’un respiro.
«Wow, scommetto che è un uomo pelato sulla cinquantina, sbaglio?»
Forse sarebbe stato meglio, mi chiedo come sia venuto in mente a mio padre di assumere un ragazzo così giovane.
Giovane, bello e tremendamente attraente.
Quanti anni avrà? Deve essere gay, quella è l’unica possibile spiegazione al fatto che lavora per mio padre.
Lui non mi metterebbe mai in pericolo, o forse è sposato, avrà figli?
«Prontooo pianeta terra chiama Phoebe! Prontooo ci sei?» mi risveglio dai miei pensieri, grazie alle urla di Violet dall’altro capo del telefono.
«Ehm si, scusa stavo pensando. Hai presente il ragazzo di ieri sera?» Tornano le immagini di ieri sera e inizio a sudare freddo, il mio cuore inizia a palpitare. Che cazzo mi sta accadendo?
«E come potrei dimenticare quel ragazzo ben messo che ti ha praticamente salvata, dopo che uno stronzo maniaco aveva iniziato a palparti il culo?»
Premo la mano in fronte con il misero tentativo di ricordare, cazzo ha ragione.
Ecco perché Jake mi ha trascinata fuori dal pub.
«Scusa credevo solo di aver bevuto troppo, non è così?»
Non posso credere di essere stata così stupida, da non accorgermi di quello che stava per accadere.
«Phoebe ieri sera hai bevuto come una spugna, un ragazzo si è seduto vicino a te ed ha iniziato a palparti per bene. Il ragazzone era all’angolo alla nostra destra, ti guardava ma credevo che fosse solo per curiosità.
Alla fine appena ha visto che quello ti palpava si è alzato come un razzo, ti ha presa ed io sono corsa fuori insieme a voi. Credevo fosse un altro maniaco» inizia a ridere come una stupida.
«Quel bel ragazzone come lo chiami tu è la mia nuova guardia del corpo. Magnifico vero?» sospira, è rimasta senza fiato.
«OH. MIO. DIO.» afferma scandendo lentamente le parole.
«Aspetta ma il piatto forte arriva adesso. Mio padre ha fatto costruire in poche ore una dépendance nel nostro giardino» è rimasta senza parole adesso, non so se ridere o piangere.
«Cazzo Phoebe, Avremo mister occhi verdi alle costole per tutto il tempo, mm… niente male direi! »
Ed è questo il problema, l’attrazione che provo per lui è forte.
Fino ad oggi sono stata con altri ragazzi, fin quando mio padre non si intrometteva,ovviamente.
Nessuno era mai riuscito a farmi battere il cuore come Jake.
«Cara amica, sei nei guai. Quell’uomo ispira sesso da morire. Potrei anche provarci, che ne pensi?»
No, nemmeno per sogno. Lui è la mia guardia del corpo non proverà a farselo. Non deve nemmeno pensarlo.
«Violet, per favore non fare nulla. Jake mi piace troppo, non chiedermi come può accadere in poco tempo, ma è così» Ho il fiato corto.
«Lo so amica mia, ti conosco bene. In taxi non hai fatto altro che dire occhi verdi non lasciarmi sola.»
«Oddio Violet! AIUTAMI.» cado sul letto e poggio la testa sul cuscino.
Si, sono in guai seri.
«Ci vediamo stasera, torno dopo cena, mi accompagnerà jake.»
«Wow bel nome. Non credo di venire a casa stasera. Andrew mi ha invitata a casa sua, non posso rifiutare.
Inizia a piacermi sul serio quel ragazzo.» afferma sogghignando.
«Hai detto la stessa cosa di Daniel la settimana scorsa»
Violet non cambierà mai, non ama i vincoli.
Forse è colpa dei suoi genitori. Purtroppo non ha avuto una vita felice.
«Si, ma Andrew è un dio del sesso, domani te lo presento. Buona serata Phoebe, mi raccomando non trattarmi male il ragazzo.»
«Ci proverò. A domani Violet. Ti voglio bene.»
«Anch’io ragazza ribelle.»
Chiudo la conversazione, mi alzo dal letto e vado a rifarmi una doccia.
Una doccia fredda è tutto ciò che mi serve, per smettere di pensare, anche solo per un paio di minuti.

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