Presentazione in anteprima: “Ti porto nel mio cuore” di Elena Russiello

Ben trovate Sfumature,
è con molto piacere che oggi vi parlerò, in anteprima, di un nuovo romanzo self publishing tutto made in Italy e di prossima uscita. Si tratta infatti di “Ti porto nel mio cuore” della bravissima Elena Russiello che ci ha, gentilmente concesso di leggere in anteprima la sua nuova ed entusiasmante storia.
Come sempre vi posto la trama.

∼♥♥♥♥♥∼

Trama:

Un paesino di mare e una grande città.
Aurora ha scelto di dedicare la sua vita al lavoro,mettendo da parte il divertimento, gli amici e soprattutto gli uomini. Un giorno riceve una telefonata che la costringerà a tornare nella sua città d’origine e ad affrontare gli spettri del passato.
Andrea ha raggiunto il successo che tanto desiderava. La sua vita è piena di soddisfazioni, di feste, di donne e di denaro.
Niente e nessuno può fermarlo.
A miglia di distanza c’è solo una persona che li lega
e che sconvolgerà i piani.

Due vite segnate che si incontrano e si scontrano, due mondi diversi che lottano per prevaricare l’uno sull’altra. L’amore saprà vincere sul dolore?

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Titolo: Ti porto nel mio cuore

Autrice: Elena Russiello

Self publishing

Genere: Romance

Data di pubblicazione: 7 Marzo 2016

∼♥♥♥♥♥∼

Si può sopravvivere con il senso di colpa? Siamo davvero in grado di superare un grande dolore? Sono queste le domande che mi sono posta mentre leggevo “Ti porto nel mio cuore”, che racchiude in se una storia complessa e profonda ma piena di speranza e fiducia per il futuro. La storia è scorrevole e piacevole da leggere, Elena Russiello è molto brava a spingere il lettore a riflettere perché, per quanto i personaggi siano inventati, la loro vicenda è talmente realistica che potrebbe accadere a ciascuno di noi. “Ti porto nel mio cuore” ha in se diversi insegnamenti che ciascuno di noi dovrebbe tenere ben a mente. Si può cadere diverse volte lungo il cammino, l’importante è sapersi rialzare ricominciando a vivere la vita per ciò che è: un vero e proprio dono. Lasciarsi schiacciare dal dolore, limitandosi a sopravvivere è un vero e proprio oltraggio per chi, purtroppo, non può più farlo. Tra le righe di questo romanzo, ho ritrovato la forza e la speranza di un’anima da troppo tempo in pena; schiacciata da un senso di colpa deleterio, usato quasi come uno scudo contro un dolore forse troppo intenso d’affrontare. Oserei definire questa storia, come il percorso di ritorno alla vita dei protagonisti: la loro esistenza cambia totalmente, rispetto a quello a cui sono abituati, ma non vuol dire che non possa cambiare in meglio. Infatti, dalle cose brutte, si può sempre ricavare qualcosa di bello ed è proprio quello che succede in “Ti porto nel mio cuore”.

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Protagonisti della storia sono due giovani brillanti e di successo: Aurora ed Andrea. Aurora, dopo un evento terribile che colpisce la sua famiglia, lascia il piccolo paesino in cui è nata e cresciuta per rifugiarsi a Londra. Una città sconosciuta che le permetterà, almeno così spera, di riprendere in mano la propria vita. La speranza di un nuovo inizio però, non garantiranno ad Aurora di superare quel muro che lei stessa si è creata intorno. La giovane donna infatti, nei cinque anni che passa lontana da casa si chiude sempre di più in se stessa, attenta a non incappare nella minima emozione mostrandosi distaccata da tutto e tutti. Preferisce apparire fredda e senza emozioni, piuttosto che lasciarsi andare a ciò che prova, evitando accuratamente ogni possibilità di coinvolgimento emotivo. Ha paura Aurora.. ha paura di ciò che potrebbe accadere, se solo si concedesse il lusso di provare a sentire qualcosa. E’ una persona fragile a cui il destino non ha riservato un bel percorso, anzi tutt’altro e le difficoltà l’hanno resa fragile ed impaurita, trasformandola da ragazza allegra, sicura di se e amante della vita, nell’ombra di se stessa ai margini dell’anonimo.

« La morte si è portata via tutte le persone
che facevano parte della mia vita.
Siete rimasti solo tu e Chiara
e se perdo anche uno solo di voi due,
questa volta non riuscirò a sopravvivere.»

Andrea è un ragazzo affascinante, bello e dongiovanni che riesce a costruirsi una fortuna con il suo duro lavoro e le sue sole forze. Ha anche lui alle spalle la sua bella dose di problemi, causati principalmente da un padre ora praticamente latitante, ma che gli ha quasi rovinato la vita. Andrea però, nonostante le difficoltà, non si arrende e da lottatore qual’ è si ricostruisce una vita con le sue sole forze, anche con un notevole successo.
Andrea ed Aurora, due esistenze praticamente opposte e che viaggiano su due binari che potrebbero non incontrarsi mai se non grazie lo zampino del destino che, inevitabilmente, travolge entrambi senza possibilità di replica. I due, infatti, si ritrovano a doversi prendere cura della piccola Chiara nipote di Aurora e figlia del migliore amico di Andrea.
Saranno in grado di mettere da parte le loro evidenti differenze per il bene della piccola? In realtà quest’evento sarà una vera salvezza per entrambi. Il bene della piccola Chiara, porterà i due ad affrontare e, finalmente, superare i fantasmi del passato per guardare con maggiore fiducia al futuro.

“.. Dall’altra ho il mio maledettissimo
senso del dovere.
Sì, non l’ho mai avuto con nessuno,
ma questa ragazza lo tira fuori.
Sta uscendo un uomo migliore
di cui non sapevo l’esistenza.
La guardo negli occhi,
e non so resisterle.
Quei maledettissimi e bellissimi occhi celesti
riescono ad entrare nel profondo di me.
Mi catturano e mi fanno dimenticare
tutti i miei buoni propositi.
Anche quelli di avercela con lei…”

Per Aurora in particolare, sarà veramente difficile resistere alla forza del legame che sente crescere con la bambina prima e con Andrea poi. Ma permettere ai sentimenti di scavare un varco in quel muro di indifferenza che si è costruita intorno, non sarà per nulla facile per lei sempre così controllata e decisa. Farlo vorrebbe dire dover affrontare quel dolore da cui è sempre fuggita, forse codardamente ma sicuramente per salvare ciò che restava se di se stessa. Non è facile giudicare le scelte di Aurora, perché ciascuno di noi ha un proprio modo di reagire alle tragedie e alla sofferenza lacerante che portano e, a volte, affrontarle diventa la cosa più difficile da fare.
Andrea però non è un tipo che si arrende facilmente e, fin dal loro primo incontro capisce di aver a che fare con una donna bellissima si, ma estremamente complessa. Una donna decisamente diversa dalle donne con cui è abituato a scaldarsi il letto, una donna per cui vale la pena mettersi in gioco abbandonando anche le vecchie abitudini da scapolo incallito.

« Il dolore paralizza, Aurora.
Vorrei che avessi fiducia in me
tanto da lasciarti andare,
che condividessi con me il
male che ti porti dentro.
Io sono disposto ad ascoltare e aiutarti,
non me ne andrò. Sai che puoi appoggiarti a me.»
Cielo, quest’uomo riesce a
leggermi dentro anche quando non lo vorrei.
Non è stupido e sa che nascondo qualcosa,
e ha tutta l’intenzione di scoprire
di che si tratta.
Non mi lascio mai andare,
dentro di me non ci sono crepe
da cui qualcuno può vedere la
luce, o in questo caso il dolore,
ma lui ci riesce lo stesso.

E’ una storia che io definirei quasi “terapeutica” perché, non conta quante volte la vita ti spinga verso momenti difficili, non ha importanza quanti siano gli ostacoli con cui ti troverai a fare i conti perchè dall’amore, quello bello e puro, non ci si può proprio nascondere. Ho amato la cura che la scrittrice ha avuto nel descrivere il ritorno alla vita di un’anima in pena, lacerata e ferita. Il lettore lo percepisce pagina dopo pagina nella storia, come una farfalla che esce dal suo bozzolo, Aurora ritorna lentamente a vivere grazie alla presenza decisamente positiva di Andrea e della dolcissima Chiara. Il libro scorre via rapidamente, in un turbinio di emozioni diverse e difficili d’affrontare come solo la perdita di chi amiamo può essere. Al tempo stesso però, tra le righe di questa storia, si nasconde un nota di speranza nella vita e nelle seconde occasioni che essa ci offre: dobbiamo esser sempre grati di averne una, di aver la possibilità di rimediare e di ricominciare senza però scordare chi ha un posto importante nella nostra esistenza. 

«Non possiamo sentirci responsabili
per quello che succede agli altri.
Possiamo sbagliare, cadere, arrabbiarci
e imparare dai nostri errori.
Non possiamo smettere di vivere
per un senso di colpa.
Non c’è un momento giusto per farlo,
ma la cosa più importante
è andare avanti.»

Fuggire e nascondersi da ciò che si prova è rimandare l’inevitabile, è chiudersi alle belle emozioni che si possono provare, che a volte fanno male certo, ma che rendono la vita degna di essere vissuta. Perché è questo il messaggio del libro: amate la vita, con i suoi momenti belli e brutti, con i suoi alti e bassi perché fino a quando nelle nostre vene scorre linfa vitale, avremo il tempo di rimediare e poter ricominciare. Penso sia più che evidente che ho apprezzato questa storia e soprattutto ho adorato il modo di scrivere di Elena Russiello, limpido e lineare ma coinvolgente mai banale o scontato. Per tutti questi motivi, affido ben 5 stelline a “Ti porto nel mio cuore”  consigliandovi di non perdervi questa fantastica storia.

Alla prossima, Veronica.

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