Recensione ” Il diario di S ” Giuseppina Vitale

Buonasera sfumature

La nostra Ramona ha letto e recensito per voi il romanzo di Giuseppina Vitale ” Il Diario di S.”

A lei la parola

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TITOLO :IL DIARIO DI S.

AUTORE : GIUSEPPINA VITALE

GENERE :ROMANCE CONTEMPORANY

EDITORE : SELF-PUBLISHING

DATA D’USCITA : 16 APRILE 2015

Trama

Serena Costa è una giovane ragazza figlia d’immigrati italiani che vive negli USA. Da molto tempo innamorata del suo migliore amico decide di rivelargli ciò che prova, purtroppo però lui la rifiuta affermando che tra loro c’è solo una bella amicizia. Respinta cade in un dramma esistenziale, si tormenta di domande, fa il possibile per migliorare il suo aspetto, sfogando il suo dolore attraverso il vomito indotto. Non cerca solo di espellere ciò che mangia, ma anche il suo disagio. Farà della bulimia il suo sfogo, credendo di risolvere i suoi problemi, sfortunatamente però ne creerà solo di nuovi.

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“È proibito non fare le cose per te stesso,

avere paura della vita e dei suoi compromessi,

non vivere ogni giorno come se fosse il tuo ultimo respiro.

È proibito sentire la mancanza di qualcuno senza gioire,

dimenticare i suoi occhi e le sue risate

solo perché le vostre strade hanno smesso di abbracciarsi.

Dimenticare il passato e farlo scontare al presente.” PABLO NERUDA

 

Carissime sfumature, oggi vi parlo della storia di Serena, una ragazza giovane che da anni soffre di bulimia, problema molto grave ma ancora tabù  per molti di noi. Sery, così la chiamano gli amici, è  innamorata del suo migliore amico Marco, ma dopo avergli dichiarato i suoi sentimenti riceve un  rifiuto e per lei è un colpo al cuore.

 

“Presa dall’angoscia, una sensazione di disgusto mi salì alla gola, così vi infilai le dita: volevo che il dolore uscisse.

Mi sentivo svuotata, umiliata, inutile. Il mio orgoglio era a pezzi, il mio migliore amico preferiva una sciacquetta insipida a me!

In quel momento mi sembrò la soluzione più giusta, invece era iniziato il mio circolo vizioso verso la distruzione.

Quella fu la prima volta che vomitai, avevo solo quattordici anni.

Appena non ebbi più nulla nello stomaco, mi alzai. Mi lavai bocca e sorrisi allo specchio. Credevo di stare bene, presto avrei fatto i conti con me stessa.

Ero entrata in una strada senza via d’uscita.”

Serena, una ragazza molto fragile che si lascia influenzare fin troppo dal giudizio degli altri, dopo il rifiuto di Marco conosce lui, Jack, un ragazzo bello, ricco ma anche lui, a sua volta, vittima di una società  dove non ha il diritto  di decidere  per sé, e soprattutto  non ha il diritto  di vivere il suo vero amore.

“Jack era il figlio di un vecchio

amico del signor Rossi, lui e Marco avevano giocato insieme fin da bambini. A differenza nostra

però, suo padre era l’erede di una grossa catena di banche, erano pieni di soldi, un giorno l’impero

Golden sarebbe stato suo.”

Serena e Jack non sono liberi di vivere il loro amore sbocciato all’improvviso e questo la spinge non solo a essere una bulimica ma anche autolesionista. Serena grida aiuto ma nessuno ascolta il suo urlo nemmeno i suoi genitori. Un essere fragile come lei che cerca conforto e sostegno non trovando nemmeno qualcuno che sentisse il suo grido di aiuto, arriva a voler rinunciare alla vita e neanche in quel momento  trova sollievo.

Un colpo deciso nelle vene, volevo realmente morire quella notte. In fondo che senso aveva vivere? Avrei dovuto separarmi da Jack.

Un urlo straziante squarciò l’aria. Il sangue colava ovunque, un improvviso senso di benessere

invase la mia anima. Volevo scomparire, forse così avrei risolto ogni mio problema. Tornai lucida, aprii il mobiletto e con del disinfettante pulii tutto.

Cercai di tamponarmi la ferita, ma fu inutile. Mi sentivo girare la testa e mi alzai, chissà, forse

stendermi per qualche minuto mi avrebbe fatto bene. Mi avvicinai lentamente al letto, rivoli di

sangue segnavano il mio cammino. All’improvviso la stanza iniziò a girare, Oh mio Dio stavo per

svenire.

Mio padre arrivò, in un attimo le porse la cassetta, poco dopo una sensazione spiacevole invase il

mio polso. Strinsi gli occhi per il dolore e con un filo di voce chiesi.

«Cosa diavolo stai facendo?»

«Ti cucio la ferita idiota! Non possiamo portarti in ospedale! Sarebbe una vera e propria

umiliazione… nostra figlia che voleva suicidarsi!»

Le sue parole dilaniarono il mio spirito. Tutto tempo perso, nemmeno questa volta avevano capito.

La vita però è un viaggio che riserva delle sorprese e  Serena non è  stata risparmiata, e di sicuro neanche  Marco. Scopriranno che sono stati vittime del destino ma soprattutto sono stati all’oscuro di un segreto che ha dilaniato le loro anime e sono stati avvolti da quei demoni che non ti lasciano, anzi ti uccidono dentro, succhiano l’anima finché non resta solo un guscio vuoto.

Ormai vivevo da circa un anno come un’ameba. Ero inespressiva, assente e silenziosa,  insomma l’ombra di di me stessa.

Faceva ancora male ripensare a certe cose, in seguito a quella maledetta scoperta Marco era letteralmente sparito dalla mia vita. Continuavo a cercarlo, ma senza risultato, si faceva negare

ogni volta: mi aveva lasciata sola.

.

Ma il destino non ha finito il suo gioco con la vita di Serena e altri eventi e dolori arriveranno sul suo cammino. La vita da e toglie, l’amore riesce a lenire anche dolori che sembrano insuperabili, così Serena conosce Luca e forse avrà un po’ di pace, o forse no.

Sfumature per scoprire la storia intensa, complessa, dolorosa come d’altronde lo è la vita stessa, non vi rimane che leggere il libro.

 

I sogni Fanno un rumore assordante, come tante schegge di vetro che accarezzano il pavimento. Sono un

pugno in pieno stomaco quando litighi con qualcuno. Fanno più male di uno schiaffo, sono come

una parola detta di troppo. Sono pochi gli eletti che realizzano i propri. Tutti faremmo carte false

per essere tra i prescelti, arriveremmo al punto di essere scorretti perché è questo che fa l’uomo.

Lotta con tutto sé stesso o e con tutti i mezzi per ottenere quello che vuole. A discapito di tutto e di tutti  ,anch’io volevo farlo.

 

Questo libro tocca temi davvero importanti e spero che possa essere un ancora di salvezza per chi pensa che il destino beffardo non merita di essere  preso di petto e lottare sempre, nonostante ci sono momenti  dove non vedi nessun raggio di luce che illumini il cammino tortuoso della vita. La nostra vita scorre lo stesso, non possiamo restare fermi ma possiamo essere padroni del nostro destino e prendere decisioni che possono sempre portare un po’ di sollievo nella vita di chi a volte ha perso anche la speranza. Brava l’autrice ha saputo raccontare in maniera eccezionale una storia di vita che avremmo potuto vivere ognuno di noi.

Grazie sfumature, RAMONA

 

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