Recensione “Soffocami di Chiara Cilli”

Salve sfumature, il dark romance è un genere che sta conquistando tanti lettori, i cosiddetti “lati oscuri” sovrastano le menti romantiche, dando una percezione diversa dell’amore che può esaltarsi anche nel suo sentimento contrario. L’odio.

Chiara Cilli è una delle poche autrici italiane che ha deciso di andare contro corrente.

Con grandissimo coraggio ha scritto una storia fuori dal comune, i sentimenti contrastanti che evincono, lasciano il lettore con il fiato sospeso fino all’ultima pagina.

“Soffocami “è un romanzo non convenzionale, poiché gli argomenti trattati toccano corde profonde.

«Smetti di stringere» le ingiunsi con calma omicida.

Non le dissi di slegare le gambe.

Volevo che rimanesse così.

Lei digrignò i denti. «Tu lasciami andare».

In risposta, mi spinsi con enfasi contro di lei, che boccheggiò inarcandosi; i suoi capezzoli ritti mi

sfiorarono il petto, inviandomi un brivido pericoloso.

Le sue cosce si serrarono intorno ai miei fianchi e io

strinsi di più le dita, facendole contrarre il viso in un’espressione sofferente.

∼♥♥♥♥♥∼

Recensione

Henri Lamaze è l’incarnazione di un uomo ossessionato dal suo passato e riversa la sua rabbia in Aleksandra, una ragazza innocente, colpevole solo di essere la figlia del suo peggior incubo.

I fratelli Lamazè reduci da un’infanzia di soprusi, hanno sofferto le pene dell’inferno, costretti a subire le peggior violenze, dall’uomo che invece avrebbe dovuto proteggerli.

Adesso sono adulti e pregustano l’ agognata rivalsa.

Ci troviamo in Romania, un castello fatiscente è nascosto agli occhi del mondo, dove le donne sono addestrate per combattere o per essere schiave sessuali, e in seguito vendute al re e alla regina, spietati avversari.

Henri è l’artefice del piano diabolico per vendicare la sua innocenza rubata, usato sin da piccolo come un giocattolo sessuale, il suo scopo è procurare il suo stesso dolore ad uno degli amici di suo padre.

Insieme ai suoi spietati fratelli Armand e Andrè architetta il rapimento di Aleksandra, figlia dell’ uomo, protagonista dei suoi peggior incubi.

La vendetta è un piatto che va servito freddo, Henri organizza minuziosamente la morte lenta e atroce di Aleksandra, ma non ha fatto i conti con la sua bellezza e la forza di determinazione della povera ragazza.

La sua bellezza era quasi ultraterrena, le sue fattezze così perfette, la sua pelle così levigata. Aveva

la fronte alta, le sopracciglia ad ali di gabbiano, il naso all’insù e le labbra disegnate alla perfezione.

Non avevo mai visto una creatura più… divina.

Un moto di ira cominciò a vorticare dentro di me, raggiungendo il suo apice quando i miei occhi si

posarono sull’alone scuro che le ricopriva lo zigomo sporgente.

Pienamente cosciente dello sguardo ombroso di mio fratello su di me, mi drizzai e scrutai la donna

dall’alto con un misto di superiorità, disprezzo e bramosia.

Aleksandra è costretta a vivere il peggiore degli incubi, combatterà con le unghie e con i denti, anche in alcune situazioni brutali, dove Henri darà il peggio di sé.

Ma è davvero solo vendetta il sentimento che aleggia fra i due?

Ci sarà un breve istante, dove la crudeltà di lui nel farle del male sarà talmente forte che lui stesso avrà paura di perderla. Henri brucia di odio verso il suo strupratore, ma Aleksandra, in qualche modo colma il risentimento, provocando confusione nella sua mente dannata. In alcune scene la vera natura di Henri farà capolino targevisando  il lettore nella prospettiva di un amore marchiato dai colori buii dell’anima nera di una vittima diventata un carnefice.

Il romanzo esalta per la molteplicità dei sentimenti, oltre l’odio qualcosa di più profondo li unisce, un’attrazione, un’ossessione senza limiti

I due personaggi dovranno fare i conti con i loro impulsi, difficili da frenare. Ma siamo sicuri che quello che li unisce invece non sia solo un sentimento autodistruttivo?

Eravamo troppo vicini.

Tanto che il mio respiro gli lambiva il pettorale contratto. Tanto che potevo scorgere l’ombra che le

ciglia folte gli gettavano sugli zigomi, poiché mi stava scrutando dall’alto, gli occhi socchiusi e

penetranti.

Occhi che si fusero con i miei.

Non consentirgli di vederti dentro.

Uno dei personaggi che ho apprezzato è stato Armand, in alcune scene ho intravisto tenerezza nei confronti di Aleksandra, che però non frena la rabbia sanguinolenta di Henri.

Lei è ossessionata da lui, lo odia con tutta sé stessa ma non può far a meno di desiderare di essere sua nonostante tutto il disprezzo che infligge su di lei.

Riuscirà Aleksandra a fuggire da questo incubo? Ed Henri è davvero così tormentato dalla sua sete di vendetta?

Ucciderà la donna che lo ossessiona?

Curiose? Non Vi resta che leggere Soffocami primo volume della trilogia di Chiara Cilli

Non dimenticate che è un dark contemporaneo e quindi ci sono scene molto forti, non adatte alle persone sensibili.

Concludo facendo i miei più sentiti complimenti a Chiara Cilli.

Questo libro merita no 5 stelline ma milioni di stelline.

Bravissima Chiara le tue storie riescono sempre ad emozionarci.

∼♥♥♥♥♥∼

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Alla prossima sfumature ♥

 

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2 thoughts on “Recensione “Soffocami di Chiara Cilli”

    • eeeeeeeeeh Chiara tu lasci il segno <3 sono contenta che ti sia piaciuta 😉

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